Le manifestazioni politiche di piazza si possono dividere in due categorie: acclamanti o reclamanti.
Le prime sono facilmente riconoscibili: sul palco salgono coloro che devono essere acclamati e sostenuti. Si tratta di eventi in cui si rafforza il senso di appartenenza politica e si alimenta l’autoconvincimento.
Le seconde invece nascono sempre in contrapposizione a un “nemico” da combattere. Infatti, quando si manifesta per ottenere qualcosa, di fatto si protesta contro chi nega quella concessione, pur avendone il potere.
A quale delle due categorie appartiene la manifestazione di ieri in Piazza del Popolo? Per cercare di capirlo, è necessario analizzare due elementi: il palco e il parterre.
Sul palco erano presenti due soggetti:
1. Un'entità astratta e ideale: il concetto di Europa come aggregazione di popoli (non ben definiti, quanti? quali?), pacifica, solidale e democratica.
2. Un gruppo eterogeneo di intellettuali e artisti progressisti, sostenuti dal più potente e ricco blocco di potere mediatico in Italia, la GEDI:.
Il parterre era più variegato, seppur con nette differenze numeriche:
a) La componente più numerosa era il popolo del Partito Democratico, probabilmente in gran parte composto da coloro che hanno sostenuto Elly Schlein come segretaria, ma con una presenza anche di esponenti dell’apparato che vorrebbero estrometterla. La loro spinta a partecipare (a parte la componente dell’appartenenza) è complessa da decifrare: se da un lato vi era un'acclamazione dell’idea di Europa ispirata a Spinelli, dall’altro si celebrava anche il quotidiano la Repubblica, senza considerare il ruolo e gli scopi dei suoi proprietari. Questo contrasto evidenzia, a mio avviso, quantomeno una certa ingenuità politica di parte dei partecipanti.
b) Vi erano poi piccoli, anzi piccolissimi, gruppi di aperti guerrafondai e di sparute presenze di noti politici per affermare una esistenza in vita. Forze assolutamente marginali politicamente e numericamente, ma furbamente utilizzate e pompate politicamente proprio da chi ha di fatto promosso e finanziato la manifestazione, il gruppo Gedi. Quindi molto utili al tentativo, riuscitissimo, di spostare sempre più a destra il PD e sganciarlo dall’abbraccio con il Movimento Cinque Stelle. La utile presenza ben accettata di questi politicanti (in particolare Calenda, Renzi e +Europa), che io considero veri e propri “guastatori”, aveva proprio lo scopo di perseguire lo stesso obiettivo.
c) C’erano infine i sindacati CGIL, CISL e UIL, la cui partecipazione numerica sembrava ridotta, ma con un significato politico difficile da decifrare, contribuendo a un quadro di generale confusione.
In conclusione, la caratteristica principale e dominante di questa grande manifestazione può essere sintetizzata in questo modo: c’era un grande assente, un nemico, assenza perfettamente giustificata in quanto il nemico era fra i partecipanti e gli organizzatori della manifestazione, sopra e sotto il palco!
Difficile immaginare una situazione più confusa di questa!